Il Dottor Bostik/Unoteatro (Torino)
La compagnia Il Dottor Bostik è oggi una delle poche formazioni italiane che percorrono con coraggio e successo un cammino d’avanguardia nel “teatro degli oggetti”. Nata a Torino da un’esperienza di animazione teatrale con i burattini, condotta nelle scuole della città fin dal 1979, si è costituita legalmente nel 1985. Da quella data ha attraversato una serie di tappe fondamentali - la realizzazione dei primi spettacoli utilizzando le tecniche artigianali del teatro delle marionette e dei burattini, la presenza sul territorio torinese con un laboratorio di costruzione e la collaborazione con importanti strutture della città (Centro Sperimentale della RAI TV e Teatro Stabile di Torino) - che le hanno permesso di perfezionare uno stile personale e raffinato che si identifica nel particolare rapporto che negli allestimenti intercorre tra attore e oggetto animato.
L’animazione “a vista”, la comunicazione affidata principalmente al linguaggio visivo, l’interesse e lo studio delle avanguardie artistiche del ‘900, lo specifico interesse ai temi della vita quotidiana e al rapporto tra l’uomo e l’ambiente, caratterizzano oggi la sua poetica.
Nel gennaio 2000 la compagnia Stilema e Il Dottor Bostik hanno creato Unoteatro. A partire dalla messa in comune delle precedenti esperienze, si è inteso fondare un luogo dove dare maggior forza al lavoro di riflessione sul rapporto tra il teatro e la società contemporanea delle giovani generazioni, “un luogo di idee stabili e di azioni costanti nel tempo, un luogo di contenuti, non un contenitore”.
Spettacoli in scena
"B&B con Giorni Felici" (Pupazzi animati a vista e Teatro d’attore)
ADULTI
di Dino Arru
con Laura Righi e Dino Arru
Rappresenta il secondo momento del progetto B & B Beckett and Bacon ovvero la parola e le fantasticherie di Samuel Beckett, coniugate alle suggestioni visive di Francis Bacon.
B&B con Giorni Felici mostra Winnie, marionetta di carne, raccontare i suoi giorni (in)felici muovendosi con gesti guidati, voltare la testa solo se voltata, torcere il suo corpo si solo quando il burattinaio-padrone lo consente. La vita della marionetta-essere umano si tende tra gli estremi della logorrea e del mutismo, espressioni entrambe di un disegno esterno che nega a Winnie la possibilità di muoversi come ai fantocci degli "Atti" negava quella di dirsi.
Il corpo di Winnie non è dotato di vita propria, è l'animatore che con scrupolosa attenzione ne crea e delimita i possibili percorsi, obbligandola all'azione con gelida e raffinata determinazione, sfigurandole il corpo facendo emergere dalle sue viscere grumi di malessere, agonia e infelicità fisica dell’esistere.
"I Signori Porcimboldi" (Pupazzi animati a vista e Teatro d’attore)
di Dino Arru
con Laura Righi e Dino Arru
I signori Sporcelli, nati dalla scatenata fantasia dello scrittore inglese Roal Dahl, sono una coppia molto affiatata: li accomunano la bruttezza fisica, la sciatteria e la cattiveria!
Hanno un’indole malvagia: la loro casa ha un giardino, rigoglioso di cardi spinosi e ortiche
urticanti, al centro del quale troneggia un Grande Albero Morto; perseguitano anche i pochi uccellini che osano avvicinarsi ai suoi rami secchi, e torturano con giochi crudeli le scimmiette che tengono come animali domestici. E anche fra loro si scambiano odiosi dispetti, come quando la signora mette il suo occhio di vetro nel boccale di birra del marito, per fargli sapere che lo tiene sempre sotto controllo!
Con le tecniche del Teatro di Figura e in particolare con quelle più caratteristiche della nostra compagnia, i personaggi del libro si sono trasformati in strani pupazzi, un po’ marionette e un po’ bambolotti. La debordante fisicità degli Sporcelli viene rappresentata come in un quadro dell’Arcimboldi, con la tecnica dell’assemblaggio di frutta e verdura, materia vivente e deperibile: così anche il loro nome subisce una trasformazione, e diventano I SIGNORI PORCIMBOLDI.
I pupazzi sono animati a vista dai due attori - i loro “doppi’”- all’interno di una scena ricca e dalle trovate quasi inesauribili, quasi come quelle dei signori Porcimboldi, che però alla fine resteranno vittime della loro stessa cattiveria che li sconfiggerà per sempre: di loro non rimarranno che due fagotti di stracci e quattro vecchie e sporche ciabatte.
